Tutto quello che avreste voluto sapere sulla tax credit riqualificazione alberghi e non avete mai voluto chiedere…

L’inizio è semplice e invitante:

Rimborso del 65 % in credito di imposta per le spese sostenute nel corso del 2020.

L’italiano però è sospettoso e, dopo un primo momento di speranzosa aspettativa, subentrano la disincantata diffidenza e l’atavica rassegnazione che il popolo italiano ha maturato nel corso dei millenni verso chi promette soldi.

Perché dovrebbero dare soldi proprio a me? Dove sta il trucco? Dove sta la fregatura?  Si chiede l’albergatore, fino alla fatalistica conclusione: tanto li danno solo a chi vogliono loro!

Dove sta la verità?

A metà.

La verità è che i soldi li danno, ma bisogna avere la fortuna di possedere i requisiti giusti e la capacità di fare le cose per bene.

Allacciamoci dunque le cinture e iniziamo questa piccola esplorazione della tax credit.

1) IL BANDO VALE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

E fin qui non ci sono dubbi.

2) POSSONO PARTECIPARE

  • alberghi
  • villaggi-albergo
  • residenze turistico-alberghiere,
  • alberghi diffusi;
  • strutture individuate come “alberghiere” dalle norme regionali.
  • Agriturismi
  • stabilimenti termali (per piscine e attrezzature a uso termale)
  • strutture ricettive all’aria aperta (campeggi, villaggi turistici e aree di sosta).

Ok, più o meno è chiaro.

Ma, attenzione….

A volte esistono due società: una proprietaria delle mura e l’altra che gestisce la struttura. In questo caso, se le spese sono state sostenute dalla società immobiliare non è possibile ricevere l’aiuto, che è rivolto agli albergatori, non ai proprietari di immobili!

3) OCCORRE AVERE ALMENO 7 CAMERE

D’accordo, questo è facile.

Ma, proprio mentre stavate cominciando a rilassarvi, arrivano le mazzate…

4) L’ATTIVITA’ DEVE ESSERE INIZIATA PRIMA DEL 01/01/2012

Ed ecco lo sconcerto apparire negli occhi di molti di voi. Ma perché? Vi chiedete. Che senso ha? Se proprio ci tenete a saperlo ve lo spiego io…

UNA STORIA ITALIANA

Il bando ha visto la luce nel 2014 e il legislatore ha pensato bene di escludere gli ultimi arrivati. Poteva anche essere una buona idea, chi può dirlo? Il problema è che costui (possa trascorrere un secolo in Purgatorio costretto a guardare le trasmissioni di Maria De Filippi) invece di escludere le attività avviate negli ultimi due anni, ha pensato bene di scrivere quelle avviate dopo l’1/1/2012.

Così la data del 1/1/2012 è rimasta impressa a fuoco nei Testi Sacri e da allora ogni anno si allarga la platea di quelle escluse.

«Per quest’anno non facciamo in tempo, ma l’anno prossimo cambiamo la legge…» recitano i politici, ma tutto resta sempre uguale.

C’è da dire però che i funzionari, quando possono, una mano la danno, perché nei casi in cui sia possibile dimostrare una certa continuità nella gestione, il contributo viene comunque concesso.

Di più non possono certo fare.

5) LE SPESE AMMISSIBILI

Devono riguardare le seguenti voci:

  • Ristrutturazione edilizia
  • Riqualificazione antisismica
  • Eliminazione barriere architettoniche
  • Incremento efficienza energetica
  • Acquisto di mobili e arredi.

Devono essere obbligatoriamente presenti spese che riguardino la riqualificazione antisismica oppure l’incremento dell’efficienza energetica.

L’efficienza energetica può essere incrementata in molti modi: coibentazioni, impianti di riscaldamento o condizionamento di ultima generazione, illuminazione a LED, acquisto di elettrodomestici di classe energica A, A+, A++…

La domanda dovrà essere corredata anche dalla attestazione di un revisore fiscale (di norma il commercialista dell’impresa) che confermi la effettività delle spese sostenute.

Consigli finali:

Non sottovalutate questa domanda:

  • Verificate attentamente tutte le fatture del 2020 e inserite solo quelle che rispondo ai criteri del bando
  • Non siate “ingordi”: il Ministero non verificherà le vostre fatture, in quanto il bando è basato sulle dichiarazioni (vostra e del vostro revisore contabile). Però in caso di controlli chi abbia dichiarato il falso rischia non solo la revoca del contributo ma anche una denuncia penale per dichiarazione mendace.
  • L’immobile in cui esercitate l’attività deve essere in regola dal punto di vista urbanistico.
  • Le opere murarie per le quali chiedete l’agevolazione devono essere state effettuate con le dovute autorizzazioni (da allegare alla domanda).
  • Dovere essere in regola con il versamento dei contributi INPS e INAIL (DURC regolare).

Da soli o con un consulente 

Noi siamo consulenti e dunque la nostra opinione è di parte.

Cercando di essere obiettivi vi diciamo che nel nostro lavoro ci siamo imbattuti in albergatori che hanno presentato da soli la loro domanda: qualcuno lo ha fatto bene, altri hanno combinato dei pasticci.

Non esiste quindi una risposta univoca, dipende soprattutto dall’esperienza che l’albergatore o i suoi collaboratori hanno in pratiche di questo genere.

Alcuni si affidano al commercialista. Non sempre però (anzi, quasi mai) il commercialista è attrezzato per seguire accuratamente queste pratiche. Non è una loro mancanza: siamo nell’epoca della specializzazione e i commercialisti hanno già le loro incombenze e le loro grane! La finanza agevolata oggi richiede esperti competenti.

Se scegliete un consulente, vi consigliamo di evitare sia i free lance, cioè chi opera da solo, senza una organizzazione stabile, sia i “pratichifici”, cioè le grandi strutture a livello nazionale che non possono dare un’assistenza personalizzata.

I consulenti di norma vi chiederanno una quota fissa iniziale per istruire la pratica e una quota percentuale in caso di buon fine. C’è anche qualche marpione che prende le quote fisse e poi… scappa! Nel senso che segue male le pratiche. Selezionate quindi strutture che non vi chiedono quote iniziali o ve le chiedono di lieve entità.

Cacciate via chi vi garantisce il risultato al 100%! Nella finanza agevolata il 100% non esiste.

Di norma i consulenti chiedono percentuali massime del 10% sul buon fine, tranne naturalmente il caso di programmi di piccola entità, per i quali la percentuale può e deve alzarsi per garantire un compenso minimo adeguato al lavoro.

Ma che fine ha fatto?

Da diverse settimane si aspettano date precise riguardo all’eventuale click day e il cambio di governo ha rallentato ulteriormente l’iter burocratico. A seguito delle sollecitazioni si spera che prima di Giugno, chi ha investito nella ristrutturazione del proprio hotel, possa ottenere il parziale rimborso dell’onere.

Bene… ora che sapete tutto…

No, non sapete tutto, ma speriamo di avervi chiarito gli aspetti essenziali del bando. Per ogni approfondimento potete contattarci:

De Rosa Project Srl, con sede a Carrara, opera da trent’anni da 30 anni nella finanza agevolata. Seguendo con competenza e professionalità oltre 1.500 imprese.