Simest, la società del Gruppo CDP che sostiene la crescita delle imprese italiane all’estero, ha recentemente dedicato alle imprese energivore una misura agevolativa di un certo interesse.

La nuova versione del Fondo 394/81, avviata a partire dal 2023, non aveva avuto il successo delle precedenti edizioni.
Avevano pesato in particolar modo l’esiguità del cofinanziamento a fondo perduto, la necessità di presentare garanzie e l’elevata incidenza in termini di plafond De Minimis.

Recentemente, però, il bando Transizione Digitale ed Ecologica è stato aggiornato per offrire migliori condizioni alle imprese energivore. Vediamo i dettagli.

 
Finalità: sostenere l’innovazione digitale, la transizione ecologica e il rafforzamento patrimoniale delle imprese.

Destinatari: tutte le imprese energivore con almeno due bilanci approvati, che abbiano un fatturato estero pari ad almeno il 3% del fatturato totale nell’ultimo esercizio o che siano comunque parte di una filiera produttiva destinata all’esportazione.

Invio domande: già possibile, fino a esaurimento fondi.
Le tempistiche di istruttoria tendono a essere lunghe, per cui è bene attivarsi in anticipo.
 
Investimenti ammissibili:

  • macchinari e impianti produttivi (purché in linea con i requisiti Industria 4.0)
  • efficientamento energetico e fotovoltaico
  • hardware e software
  • consulenze digitali
  • spese per il rafforzamento patrimoniale (voce volutamente generica onde lasciare margini ampi)

Transizione Digitale nel Rinascimento

Tempistiche:

Tutte le spese devono essere successive all’approvazione della domanda. Il progetto deve chiudersi entro due anni dall’approvazione.
 
Tipo di aiuto:

  • Finanziamento a Tasso Agevolato per l’80% del totale richiesto, di durata 6 anni (di cui 2 di preammortamento). Può essere richiesto un finanziamento agevolato pari al 10%, 50% o 80% del tasso di riferimento UE.
  • Cofinanziamento a fondo perduto fino al 20%

Le imprese energivore sono esenti dalla prestazione di garanzie.
 
Massimali richiedibili:

  • Micro impresa: 500.000 €
  • Piccola / Media Impresa: 2.500.000 €
  • Grande Impresa: 5.000.000 €

In ogni caso l’agevolazione non può superare il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci depositati.

L’agevolazione è in regime De Minimis: il fondo perduto incide per intero, mentre il tasso agevolato in misura proporzionale. Nei fatti, quindi, il massimale richiedibile può calare sensibilmente rispetto agli importi sopra indicati.

 

Erogazione: in tre tranche di cui:

  • un 25% a titolo di anticipo,
  • un ulteriore 25% dopo i primi 12 mesi di progetto (solo nel caso in cui l’azienda abbia sostenuto spese pari o superiori al 50% del totale),
  • il restante 50% dopo la rendicontazione finale.

 


CONCLUSIONI

CONTRO:

  • tempistiche di istruttoria spesso prolungate
  • impatto significativo sul plafond De Minimis
  • come ormai qualunque agevolazione, un discreto bagaglio di adempimenti burocratici, amministrativi e contabili
PRO:
  • ventaglio davvero ampio di spese ammissibili
  • possibilità di pianificare investimenti a medio-lungo termine (tra istruttoria e biennio di progetto, si può arrivare tranquillamente al 2028-29)
  • assenza di specifici vincoli tecnico-progettuali (a differenza per esempio di alternative come il bando Inail o i vari finanziamenti per il fotovoltaico)
  • 25% di finanziamento erogato come anticipo

A nostro avviso, fatte salve le specifiche valutazioni caso per caso, si tratta di un’opportunità molto interessante.

Per ogni approfondimento potete contattarci allo 0585-856649 o scriverci all’indirizzo info@derosaproject.it

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